valori educativi della scuola

Inclusione e valori educativi ... Un’etica della scuola centrata sui bisogni reali degli studenti (ascoltare e guidare al successo) 5. PRINCIPIANTI…)! c.2 - GLI OBIETTIVI EDUCATIVI SPECIFICI: tutto è perfettibile Il tentativo di formulare operativamente gli obiettivi generali e specifici deve essere sempre fatto, considerando che non è possibile trovare per tutti criteri di verifica soddisfacenti. Commons License, powered by PHPNuke - Ed è per questo che... lanciamo l’idea di produrre ed organizzare giornalini scolastici incoraggiandola finché si può e con i mezzi che si hanno a disposizione. created by Mikedo.it E questo…dato che si venivano a porre di “ovvio” significato (cioè,di significato ben compreso e conosciuto,e dunque non necessitante di approcci ulteriori di strutturazione in linguaggi di scambio e di relazionalità dialogico/interpersonale), sin dall’inizio del loro entrare nella circolarità dell’ ”uso sociale della conoscenza” e nella prassi didattica della rapportualità Il lievito umano ed esistenziale di questo progetto di giornalino scolastico, si pone,a nostro avviso,quale uno fra gli itinerari fondamentali di quella pedagogia della speranza che ci faccia… “sperare” e strenuamente operare in un futuro e per degli orizzonti educativi che recuperino i valori umanisti e laici della tradizione cristiana e razionalista occidentale;…di contro ai “valori deboli” di quel Post/Moderno che (anche nell’antropologia dei costumi,dei modelli,dei linguaggi e delle discorsività del vissuto di tutti i giorni) ha già attentato al rispetto della dignità umana e,conseguentemente, al pieno riconoscimento ed all’affermazione dei valori di persona,di democrazia e di bene comune.Il giornalino scolastico può notevolmente contribuire al successo di una prospettiva pedagogica e di una filosofia dell’educazione impegnate nel tracciare gli itinerari fondamentali per un Le affermazioni sul tema dei valori e dell’importanza della tutela am ientale sono ondivise dai ragazzi: molto d’aordo dal 63 al 81% e d’a ccordo dal 17 al … Ciò, riconoscendo quella verità difficilmente contestabile che ”per essere fortemente pratici e prassici, occorre risultare, preliminarmente e susseguentemente, maledettamente teorici” (per dirla con Mario Tutti gli alunni e tutti i maestri (ed ogni altro operatore e soggetto del territorio, utenza compresa) che “scriveranno” un giornalino come quello che noi stiamo auspicando in queste righe… dimostreranno - nello stesso tempo e per lo stesso motivo - di aver ben compreso e di voler testimoniare a tutti che “fare scuola“ significa prima di tutto ed oltre tutto ispirarsi a questi valori e prefigurare tutti questi fini di crescita e di formazione degli uomini e delle loro E’, così, che si possono cercare tutte quelle conoscenze, tutti quei progetti istituzionali, quelle soluzioni, quei racconti e quelle opere da risolvere ed indirizzare agli “altri”, sperando che tali prospetti di cultura possano risultare etici, scientifici, civili, politicamente da “bene comune”, e, soprattutto, autenticamente cristiani (cioè, intenzionati alla ricerca di quel bene comune e dei valori di persona e democrazia; intenzionati a quel valore di ragione critica, ecc… per cui soltanto vale la pena vivere, a prescindere che si creda o non si creda in ).Quindi si tenga conto che l’eventuale consenso e la successiva ULTERIORE eccedente diffusibilità/partecipabilità/condivisibilità “erga omnes” di una vera “novità d’esperienza e di cultura” (dunque,di linguaggi,di comportamenti e di simbolizzazioni varie di cultura;ecc. pubblica). Allora, ti vien voglia di incamminarti in questo “itinerario fondamentale” pur sempre, comunque sia, pedagogico; e, quindi, non puoi non pensare di progettare domani…). inquietanti! • enfatizzare il ruolo della scuola nel costruire comunità e promuovere valori, oltre che nel migliorare i risultati educativi; • promuovere il sostegno reciproco tra scuola e comunità; • riconoscere che l’inclusione nella scuola è un aspetto dell’inclusione nella società più in generale. personalizzati, coscienzializzati sul piano dell’esperienza consapevole trasformazionale e criticamente assunti da chi li DELL’AVERE…). A bordo di questo guscio di noce, lungo appena 2,35 m, i bambini di sette-otto anni, da soli, si avventurano in mare aperto. Possiamo ben comprendere,in questo senso,che un giornalino scolastico ed ogni altra forma di “educazione pedagogica”,sono sempre riservati a chi vuole essere sempre un “principiante dell’apprendere e del conoscere”; e vuole “imparare ad imparare” ed a …”far/imparare” (anche a costo di “patire”…prima di capire e di raccontare per bene ogni suo messaggio di descrizione e di proposta A questi valori si aggiungono il legame con la propria terra, la dedizione al lavoro, il rispetto della legge. Coronavirus, dalla regione 2,5 milioni per le spiagge libere, Coronavirus, la Sicilia a un passo da essere territorio Covid free, Fase 3, Musumeci: 'L'Isola torna sempre di più alla normalità', Immuni, già 500.000 download: scala le classifiche delle app più scaricate, Coordinamento Lavoratori della Scuola 3 Ottobre, No congelamento - Si trasferimento - No tagli, Associazione Docenti Invisibili da Abilitare, Trasformazioni del piano e coniche: una proposta didattica, La scuola, luogo della memoria e della speranza, Avviso prot. E questo lo possiamo premettere soltanto nella misura in cui risulti sempre chiaro che “chi” organizza e dirige il giornalino scolastico deve sempre riconoscere autonomia professionale e libertà didattica (di funzione docente) a tutti gli insegnanti ed ai diversi operatori istituzionali (ed all’utenza competente e volenterosa) che operano “in redazione”; dato che… i veri protagonisti dell’iniziativa ed anche dello spirito indomito di raccontare la “verità” (dove già, di per sé, “raccontare/non/è/facile”…) SONO ALUNNI E MAESTRI (e pubblico afferente all’istituzione scolastica con approccio partecipazionista; innanzitutto più direttamente coinvolto nelle prassi di “redazione”; ma anche in riferimento a tutti quei soggetti di “buona volontà” che comunque collaborano alla buona riuscita dell’iniziativa indirizzando la loro opera scolastica quotidiana verso le “produzioni”di documentazione, ricerca, progetti, ecc., da Allora si capisce bene che, quando scuola, società e politica vengono a necessitare di “veri maestri”, questi (proprio per risultare tali) debbono essere pronti a patire ed a gestire l’impopolarità quantomeno iniziale ed il più radicale dissenso che i tutti o i “quasi tutti” della Polis indirizzeranno verso di loro e verso le loro “novità d’esperienza e di Il sostegno del territorio all’impegno delle scuole per il successo formativo (creare la “ppp)artnership”) (fonte: David Miliband) 26. pedagogica)! Si capisce bene che, in questo modo, non si vengono di certo a far circolare didatticamente/ pedagogicamente/ eticamente…GLI STRUMENTI CULTURALI più potenti grazie a cui poter mettere nelle condizioni il maggior numero possibile di persone di questo mondo… di ragionare criticamente e di poter partecipare alla produzione/fruizione di tutti i beni materiali e culturali della società (dunque, tra l’altro, di quei beni “logico/cognitivi”che consentono la produzione/fruizione critica, eticamente fondata ed autenticamente personalizzante, degli approcci dell’Umano alla giuridicità, alla politicità ed alla amministrazione di tutti gli istituti di Società Civile e di Società Politica… attraverso gli orizzonti teleologici di una coscienza civile e legalitaria strutturata secondo un’etica della comprensione autenticamente democratica rivolta contro le “violenze” di ogni tempo e luogo; anche contro quelle violenze che vengono vestite di quel perbenismo e di quelle maschere ideologiche che sanno coniare molto bene taluni Mangiafuoco “di turno” dalle “menti pelle. dell’appartenenza a una “scuola comune”, accoglienza • un progetto educativo e organizzativo condiviso da tutti gli “attori” della Scuola: insegnanti, dirigenti, personale ATA, personale educativo, famiglie e enti del territorio coinvolti nella rete per l’inclusione I principi Educativi. nunc”). Tutti valori condensati nel breve tempo che ragazzi e docenti trascorrono in sala mensa, momento didattico ricco di molteplici aspetti educativi e di forte valenza formativa. Con un’altra espressione cara all’esperienza della Zolla, «abbiamo definito la cultura come sviluppo critico e sistematico di un’esperienza»: un’azione che tiene continuamente aperto l’interrogativo sul senso della vita e il rapporto di sé con la realtà. qualcosa... Così, si decide di studiare e di conoscere sempre di più i termini ed i problemi di tutte quelle risposte non date; di quelle prassi non fatte; di quelle soluzioni magari spesso cercate e mai trovate; … e si capisce che la prima cosa da fare per un dirigente è solo e proprio quella di suscitare il più forte possibile le sollecitazioni e le motivazioni, in tutti (grandi e piccini), affinché questa sete di conoscere e raccontare possa trovare, innanzitutto, la consapevolezza e la volontà di uscire dal piccolo gruppo della classe (o delle classi); dalle mura spesso decrepite degli edifici scolastici anneriti non solo dalle “scorie” dell’Etna; e, quindi, dalle chiusure di rapporti interpersonali scolastici che tutto sono tranne che pedagogici… se non imboccano la via della ricerca continua di voler pensare, conoscere, progettare e fare ogni cosa di questo mondo, d’accordo con il maggior numero possibile di persone (concordandola, definendola, allargandola partecipandola, trasmettendola ,ecc. E ci riferiamo, qui, a quegli “slogans” in cui, spesso e sempre più diffusamente, si configura la cultura da senso comune destinata alle “facili comprensioni” appositamente preconfezionate (…dall’ ”industria” della cultura efficientistica e dalle striscianti occulte ideologie di manipolazione del consenso e dell’opinione pubblica), per le “masse” d’ogni istituzione e di ogni Pubblico e Privato - masse che anche per questo (anzi, prima di tutto proprio per questo) vengono gratificate sovente con tali “defatiganti comprensioni” di banalizzazioni della vera autentica Cultura, proprio perché - esse stesse - già destinate dai gruppi di “controllo del potere” e degli “apparati ideologici” … a restare ignare degli strumenti “forti” per gli approcci critici e realmente professionalizzanti, responsabili, progettualmente maturi, che, tra l’altro, vengono ad essere invocati, nel campo dell’esercizio della funzione docente e della gestione scolastica, dalle istanze più essenziali della nuova pedagogia dell’autonomia e dalle prerogative di “qualità eccellente” del servizio educativo, degli apprendimenti e della formazione degli alunni che quest’ultima viene a richiamare ineluttabilmente.Questi slogans, insomma, inducono sempre più al facile successo gratificante per se stessi; ed ai”facili alleluja” di chi applaude sempre senza mai sapere perché vive “di vero / in fondo “ (di chi è facile preda delle oratorie da tribuno di Gatti e Volpi che, populisticamente, offrono “petizioni” e “ragioni” da senso comune ideologico - magari apparentemente ammantato di oggettività“ - al di sopra di ogni sospetto, per ricavare favori e consensi “gaudiosi”... grazie a cui perseguire più o meno nascosti progetti antilegalitari ed illiberali... di persuasione occulta e di manipolazione dell’opinione intellettuale. Per raggiungere qualche risultato non si può sottovalutare l'impegno a lavorare su quei tratti della personalità che garantiscono a scuola la tenuta e lo sviluppo dei valori comuni (coerenza, impegno, perseveranza, coraggio, prudenza, lealtà, sincerità, autocontrollo, capacità di ascolto, capacità di dialogo). noi uomini possiamo stare meglio che si può soltanto…preoccupandoci di ESSERE SOGGETTI CRITICAMENTE PRODUTTORI E CONOSCITORI D I CULTURA valoriale; quindi saggi e BUONI per noi stessi e per gli Everyday low prices and free delivery on eligible orders. Sappiamo bene che,oggi più di ieri,la società civile è complessa ed interculturale, e le diverse culture antropologiche che in essa emergono debbono essere avviate alla loro integrazione etica universalizzante; cioè, non possono che essere integrate e dialetticamente ricomposte (interdisciplinarmente e transdisciplinarmente) quale “sintesi” razionalizzante ed antropologica condivisa, partecipabile, consensualizzabile, allargata/allargabile ad un numero sempre maggiore di “erga omnes”, e sempre da essere messa democraticamente in discussione - sintesi, in questo senso, costituita da ciascun significato culturale evidenziantesi sul piano sociologico/storicistico che possa risultare, per l’appunto, diffusibile, trasmissibile, partecipabile, condivisibile dal maggior numero possibile di persone di questo mondo (oltreché nel contesto “microsociale” della propria geografica convivenza Se si vuole cambiare la scuola bisogna cambiare la mentalità e la sensibilità di chi la scuola la dirige e … Milano : Vita e pensiero. D’altra parte - e questa è una verità che deve essere sempre sottesa ai principi di chi vuole capire cosa significhi “fare” un giornalino - ogni vera, autentica, ”novità d’esperienza e di cultura” è tale nella misura in cui, originariamente, non è condivisibile, non è comprensibile; non è gratificante; non è immediatamente assimilabile e valutabile quale “utile” e “consensualizzabile” ; …altrimenti (se dovesse risultare “contenuto” di ovvia, condivisa ed immediatamente gratificante, non sacrificante, acquisizione…) “tutto” sarebbe tranne che… vera autentica “novità d’esperienza” e di “cultura” (tutto sarebbe, dunque, tranne che vera cultura etica e, quindi, Ciò, seminando delle “piantine” di umanità che, comunque sia, sarà stato un successo etico e religioso aver ricoperto con radici e terra di quella “buona” (…le radici e la terra che solo i bimbi e le giovani generazioni, e ciascuno di noi quando decide di “rinascere” continuamente; sanno colorare di “antideologico”, e che, per questo, propongono comunicazioni valoriali “forti”… come quelle di un giornalino che “vale”).Questo “metodo” è e sarà sempre una prospettiva didattico/pedagogica tra le più vicine all’intendere e testimoniare prassicamente la “mission” più cristiana ed umanistica della nuova scuola dell’autonomia (così come è stata la prospettiva sempre emergente delle scuole valoriali di ogni tempo e luogo). pubblica. E’, così, insomma che si impara a fare scuola agli alunni…anche (ma non solo, ovviamente…) “facendosi fare scuola” - nello stesso tempo e per lo stesso motivo- dagli stessi alunni; e sempre non perdendo mai di vista che il fine ultimo dell’educarsi e dell’educare (cosi come dello “stare a scuola “…), è sempre quello dell’“imparare ad imparare” tutto ciò grazie a cui ci possa essere concesso di essere liberi, di realizzarci in quanto persona e non bestia violenta; e, al postutto, di vivere per amare noi nello stesso tempo e per lo stesso motivo che abbiamo a riuscire ad amare tutti quegli “erga omnes“che anche possiamo solo immaginare che Il ragazzo al centro dell'agire educativo: collaborazione e dialogo con i genitori, supporto da docenti e direzione, coach individuale, classi maschili. 1982, Educazione ai valori nella scuola di Stato / a cura di Norberto Galli Vita e pensiero Milano Valori. Ciò, che, quindi, vale e si pone anche e soprattutto per progettare, organizzare e produrre giornalini scolastici; laddove occorrono veri maestri; e questi, proprio per risultare tali, debbono essere pronti a risultare “spre-giudicati” (nel senso di “non-condizionati dal comunicare attraverso schemi ideologici di “pre-giudizio”) nella misura in cui abbiano a fare della propria storia professionale e di vita,la storia di chi vuole testimoniare virtù buone di giornali che vogliono innalzare le bandiere dell’umanesimo autentico.In questo senso,non ci si dimentichi mai che - allorché ci si trova di fronte a delle vere “novità d’esperienza e di cultura” - il primo approccio cognitivo di ogni “soggetto di buona volontà” chiamato ad “ascoltare”,non può essere altro che quello di condividere o meno (anche se ,inizialmente,in modo “gestaltistico”, immediato, acritico, e … forse fideistico) le proposizioni di tali “novità”; fermo restando che, soltanto in un secondo tempo, nell’evolversi della attualizzazione prassica ed esistenziale, queste proposizioni “innovative” potranno essere ben comprese, valutate e, comunque, analizzate/studiate/giudicate con consapevolezza critica e con responsabile posizionalità di opinione (al limite,anche con rigore filologico e teoretico di apprendimento e di riflessione trascendentale; ancorché con specifica razionalizzazione etico/politica e Questo è e sarà sempre il “metodo della ragione etico/filosofica” per “pensare” e “fare” una rivoluzione sociale che sia tale se si pone in quanto “rivoluzione etico/intellettuale” intenzionata a formare soggetti umani strutturati attraverso la conquista del pensiero critico e l’assunzione dei valori universalmente riconosciuti quali fondanti il concetto di umanità; dunque, nella misura in cui questa “rivoluzione” abbia ad essere promossa ed intenzionalmente prefigurata nei suoi itinerari fondamentali finalistici dai diversi istituti scolari e dalle diverse agenzie extrascolastiche del contestuale complesso sistema di formazione; e così abbia a configurarsi culturale, umana, etico/politica, socio/culturale, epistemologico/intellettuale, di modelli di vita pubblica e privata; verso la realizzazione di famiglie sane e belle come purtroppo le sirene del post/moderno ed i “valori deboli” di ogni razionalismo scientifico/tecnologico meramente efficientistico ce ne fanno trovare sempre di dell’Umano. contenuti di Aetnanet.org possono essere riprodotti, distribuiti, E  LE PROSPETTIVE PEDAGOGICHE  Don Bosco ha adottato un modello educativo e formativo molto efficace, ossia il “sistema preventivo”, cardine ancora oggi della formazione degli allievi delle scuole salesiane. particolare. mondo... E’ anche così che… si riesce a far capire sempre meglio ai piccini (ma - nello stesso tempo - anche ai grandi…) che si pensa e si conosce per…comunicare a più non posso; più forte che si può; più amando che si può; …comprendendo più che si può che l’importante non è… l’AVERE sostanzialistico dei valori di scambio (dei beni di consumo effimero); riluttando più che si può che per “ricavare” i profitti dell’AVERE (magari) si deve bastonare o ingannare l’altrui persona; insomma…ricordando sempre che (si creda o meno alle ”divinità” di ogni genere e tempo!) Galli, Norberto. La scuola offre motivi intellettuali a sostegno delle scelte morali degli alunni e offre loro la possibilità di agire bene all’interno di una comunità dove si sperimenta il valore positivo della comprensione, della solidarietà e della collaborazione. mondo! I VALORI EDUCATIVI E LE PROSPETTIVE PEDAGOGICHE DEL “GIORNALINO SCOLASTICO” NELLA SCUOLA DELL’AUTONOMIA. Educazione ai valori nella scuola di Stato / a cura di Norberto Galli Vita e pensiero Milano 1982. ... Compito della scuola è formare cittadini che, radicati sui valori fondanti della nostra tradizione nazionale, siano nello stesso tempo cittadini italiani, europei e del mondo capaci di attenzione critica e di impegno concreto nei diversi contesti sociali. piano. vissuto! Ciò, tenuto conto che la peculiarità genetica/generativa di ogni istituto scolare è quella di produrre/ riprodurre/ trasmettere cultura e “strumenti culturali” di trasmissione (di didattica d’insegnamento/istruzione e di progettazione di educazione/formazione, ecc.) A fronte dunque della necessità faticosa di negoziare un modello sufficientemente condiviso di scuola e di società, si evidenzia con forza la crucialità della formazione degli insegnanti. violenta, nella scuola come nel territorio, nello Stato come nelle istituzioni pubbliche,nel privato familiare ed in ogni angolo della relazionalità catalogo dei prodotti della ricerca IRIS è la soluzione IT che facilita la raccolta e la gestione dei dati relativi alle attività e ai prodotti della ricerca. • migliorare la scuola sia in funzione del gruppo docente che degli alunni; • enfatizzare il ruolo della scuola nel costruire comunità e promuovere valori, oltre che nel migliorare i risultati formativi; • promuovere il sostegno reciproco tra scuola e comunità. Sappiamo bene, peraltro, come soltanto da una scuola democratica e che configuri i suoi approcci didattico/metodologici all’insegna del tirocinio alla ricerca continua (per Australian/Harvard Citation. ideologica. MLA Citation. Quando ciò non avviene;quando un dato “messaggio di comunicazione” d’insegnamento e,quindi,anche di giornalino scolastico vengono immediatamente consensualizzati e condivisi “erga omnes”; il tutto significa ecc.). sempre più intonate alle esigenze di una democrazia effettiva e di una giustizia che vada sempre a braccetto con le prerogative genetiche di libertà umana (con quel rispetto dei “diritti inviolabili” della persona che la Costituzione ancora vigente è venuta a riconoscere perentoriamente quando, forse perché più poveri di consumo, si era più ricchi di spiritualità…). Ci sarebbe da riflettere (anche per progettare,organizzare e produrre un giornalino scolastico…che vale!) amare il Prossimo come noi stessi (il che, d’altra parte, non significa che il Prossimo si debba amare… più di noi stessi, ecc… il che sarebbe stupido patologico masochismo che segue sempre a stagioni o fasi di sadismo 4 -LA SCUOLA CHE EDUCA AI VALORI - “La vera responsabilità in squadra è dare l’esempio in prima persona” ( -Seneca-) La Scuola e i Servizi all’Infanzia prevedono l’attivazione di percorsi educativi che si articolano intorno alle aree di sviluppo e intorno ai campi di … ), può essere “insegnata” e può,peraltro,porsi quale “notizia giornalistica” di effettiva comprensione (sia del giornalino scolastico che di ogni altro tipo di giornale o di notizia di mass/media),soltanto dopo che ciascun soggetto della Polis abbia acquisito gli strumenti culturali/professionali per averne potuto preliminarmente studiare rigorosamente i contenuti, e,quindi,per aver potuto esercitare le proprie facoltà di giudizio critico personalizzante e di razionalizzazione etica universalizzante con seria onestà Ed è così che, a poco a poco, si può (perché cristianamente si deve…) e si deve (perché storicamente si può…) imparare a pensare, conoscere, vivere, parlare, dialogare, progettare, relazionarsi con gli altri (al limite anche, litigare;… ma per poi voler far la pace più pasquale di prima!) sperimentalmente…). riscatto, nelle scuole e nella vita, di un Io proattivo, Ma per seguir vertute e canoscenza”’ - Il viaggio di Dante pellegrino, speculare a quello di Ulisse esploratore, Dico e mi contraddico: Un insegnante all’antica, Tre discorsi sull’ebraismo - Gershom Scholem. voglia. - designed by Clan Themes, Postato il Mercoledì, 19 dicembre 2018 ore 07:00:00 CET di.

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